allergia

Allergia

L’allergia è una risposta anomala da parte di persone che hanno una ben precisa connotazione genetica, cioè quella di produrre anticorpi della classe IgE nei confronti di sostanze dette allergeni.
Chi è allergico riconosce come nocive delle sostanze che sono innocue per i soggetti non allergici. Le persone che sono costituzionalmente predisposte all’allergia sono definite “atopiche”. Ciascun individuo reagisce in base alle proprie caratteristiche immunologiche ed a seconda dell’organo interessato (organo bersaglio).
Si possono dunque verificare: rinite e asma allergica, congiuntivite, orticaria e angioedema, tali manifestazioni possono presentarsi da sole o variamente associate.
Se tutto l’organismo partecipa improvvisamente a questa risposta si avrà un reazione allergica acuta e generalizzata più grave, che viene denominata shock anafilattico.

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La sintomatologia provocata dall’allergia o intolleranza alimentare è molto varia e può riguardare l’apparato respiratorio (asma e rinite), la cute (orticaria e dermatite), l’apparato gastroenterico, fino a reazioni generalizzate sistemiche e a shock anafilattico.

L’incidenza delle allergie ed intolleranze alimentari è in continuo aumento. I principali alimenti che causano allergie sono latte, uovo, arachidi, pesce, grano e soia.

Gli alimenti o i prodotti che causano le reazioni vanno eliminati dalla dieta. Il bambino può essere esposto ad allergie alimentari non solo in mensa, ma anche durante le esercitazioni pratiche in cui si utilizzano gli alimenti o durante l’intervallo in cui ci potrebbe essere scambio di alimenti tra i bambini.

La lista scritta degli alimenti potenzialmente pericolosi deve essere portata a conoscenza degli insegnanti, del personale scolastico e del personale della mensa, che devono tutti essere correttamente informati delle conseguenze anche gravi dell’uso di un minimo ingrediente nocivo e delle eventuali possibili contaminazioni.

E’ infatti indispensabile evitare anche il minimo contatto con i fattori allergizzanti conosciuti. Deve sempre essere possibile determinare la composizione degli alimenti preparati dalle mense e di quelli messi a disposizione dai distributori automatici. Qualsiasi prodotto che non riporti la denominazione esatta di tutti i componenti deve essere scartato, come stabilito dalla normativa vigente, Regolamento UE n. 1169 del 2011, in vigore dal 13/12/2014.

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Le allergie sono caratterizzate da una risposta infiammatoria agli allergeni; locale o sistemica.

I sintomi locali tipici possono interessare:

  • Naso: rigonfiamento delle mucose nasali starnuti e scolo liquido (rinite allergica).
  • Occhi: arrossamento e prurito della congiuntiva (congiuntivite allergica). Quasi costantemente è un fenomeno di accompagnamento della rinite allergica.
  • Vie aeree inferiori: irritazione, broncocostrizione, tosse, asma.
  • Pelle: dermatite atopica, prurito, eczemi, orticaria, gonfiore di labbra, lingua, volto e/o gola (angioedema).
  • Apparato gastrointestinale: crampi addominali e coliche, diarrea, nausea, vomito, meteorismo.La risposta allergica sistemica è detta anche “anafilassi“: coinvolge contemporaneamente più organi ed a seconda del livello di severità, può causare severe reazioni cutanee, broncocostrizione, vomito, edema, ipotensione fino allo shock anafilattico con possibile insorgenza di coma, a volte letale.Manuale Anafilassi

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Gli anticorpi responsabili delle reazioni allergiche sono le “IgE”, dette anche “reagine”. Sono abitualmente presenti in tutti gli individui.

Il test più utilizzato è il test cutaneo “prick-test“. Con tale indagine si fa entrare in contatto una minima quantità di allergene con la cute lievemente scarificata del paziente con l’ausilio di particolari lancette dalla punta molto piccola. Se il paziente ha anticorpi IgE specifici si osserverà una reazione di gonfiore localizzato con prurito (pomfo) in corrispondenza della sostanza cui è allergico il paziente.

Altro esame effettuato è la ricerca delle IgE specifiche nel sangue. Esistono esami che cercano solo determinate IgE ed altri che sono in gradi di ricercarne anche più di 100 con un unico prelievo, utilizzati quando dalla storia clinica non si riesce ad individuare la sostanza che causa l’allergia.

Infine il test di scatenamento in doppio cieco è il solo test in grado di verificare la presenza di reazione allergica e quindi il solo che sia ufficialmente riconosciuto a livello internazionale come Test Gold Standard. Questo esame prevede la somministrazione di una sostanza (allergene o placebo) e la successiva osservazione dei sintomi. Neanche il medico che esegue il test è a conoscenza di quale sia la sostanza somministrata e quindi il paziente non è suggestionabile.

allergie, impariamo a gestirle bene anch

SHOCK ANAFILATTICO


IMPORTANTE
:

E’ NECESSARIO AVERE CON SE’ SEMPRE DUE PENNE DI ADRENALINA, PERCHE’ NEI CASI PIU’ GRAVI POTREBBERO ESSERE NECESSARIE DUE SOMMINISTRAZIONI

PRIMA SOMMINISTRATE L’ADRENALINA E DOPO CHIAMATE IL 118

ALLERGIA AEREA

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Come rilevato da un’indagine dell’Associazione nazionale dell’industria farmaceutica dell’automedicazione (Anifa) fino all’80% degli italiani incorre ogni anno in una qualche forma di rinite allergica (anche acari e pelo d’animale creano particolare disagio in primavera). Ma come possiamo difenderci dalle allergie? Prima di tutto è bene tener conto del calendario delle fioriture ed infine è possibile adottare alcune strategie, come vedremo più avanti.

CALENDARIO DELLE FIORITURE CHE CAUSANO ALLERGIE

La reazione allergica causata dall’inalazione dei pollini si presenta con ricorrenza stagionale, in corrispondenza del periodo della diffusione dei pollini caratteristico per ogni specie responsabile dell’allergia. L’esordio, l’intensità e la durata dei sintomi delle allergie ai pollini dipendono principalmente dalle variazioni delle concentrazioni polliniche presenti nell’atmosfera.

Un primo modo per difenderci dall’allergia ai pollini è dunque conoscere quando le piante a cui siamo allergici si trovano nel periodo della pollinazione. Ecco in breve quando e quali sono le principali specie che producono allergeni, secondo il calendario pollinico:

COME DIFENDERCI DALLE ALLERGIE AI POLLINI


Non è certo possibile impedire alla natura di esplodere in tutto il suo splendore e molto probabilmente dovremmo arrenderci all’evenienza di dover fare i conti con la nostra allergia ai pollini, tuttavia è possibile mitigarne gli effetti adottando queste poche e semplici regole:

Non uscire nelle giornate particolarmente secche e ventose, ovvero quando è più alta la concentrazione di pollini nell’aria

Non aprire le finestre durante le ore più calde della giornata

Fare la doccia e lavarsi spesso i capelli: ciò eviterà di portare a letto con sé i pollini che abbiamo addosso e che la notte finiremo per inalare con il peggiorare dei sintomi dell’allergia

Per lo stesso motivo di cui sopra (evitare di tenere addosso eventuali pollini e diffonderli nell’ambiente) evitiamo di tenere in casa le stesse scarpe che utilizziamo per uscire. Riponiamole in un armadio chiuso e sostituiamole con altre

Anche l’aria fresca dopo un bel temporale non deve trarci in inganno: l’acqua rompe i granuli pollinici in frammenti più piccoli che raggiungono facilmente le vie aeree ed in maggiore profondità. Dunque rimanere a casa dopo un temporale è la scelta più opportuna

Se dobbiamo fare dei lavori all’aperto utilizziamo delle apposite mascherine per filtrare gli allergeni

Anche quando siamo in viaggio, in auto o sul treno, evitare di scendere i finestrini

Sia in casa che in auto utilizziamo condizionatori con filtri di aerazione anti-polline, che avremo l’accortezza di controllare e cambiare spesso

Lavare spesso i pavimenti. L’uso dell’aspirapolvere è invece controverso: esso può sollevare le particelle allergizzanti e diffonderle nell’ambiente circostante

Complementi d’arredo quali tappeti, moquette, tappezzerie e tendaggi andrebbero evitati in case di persone allergiche, in quanto su di essi vi si depositano pollini e polveri difficili da rimuovere.

STAGIONE DI POLLINI

È stagione di pollini


I pollini creano problemi allergici; questa condizione è legata a diversi fattori. In primo luogo alla dimensione: se un polline è visibile può essere irritante ma non riesce a entrare nelle vie respiratorie; i pollini di piccole dimensioni, quelli che non vediamo, sono invece i responsabili dei sintomi allergici. Un altro aspetto determinante è costituito dalla modalità di trasporto dei pollini: le piante che si riproducono per impollinazione entomofila, cioè i pollini vengono trasportati dagli insetti da una pianta all’altra (melo, pero…), da un fiore ad un altro, in genere non sono causa di sintomi allergici. Invece le piante che si riproducono per impollinazione anemofila, cioè legate al trasporto dei pollini con il vento ( il vento li può trasportare anchea decine e centinaia di chilometri di distanza) sono più frequentemente colpevoli delle nostre allergie respiratorie. In questo secondo gruppo di piante troviamo il gruppo delle Graminacee, presente praticamente in tutta la terra, e composto da tante specie note, come la maggior parte delle erbe ( gramigna dei prati) ma anche i cereali (come grano, orzo,riso…). Il polline di queste piante è piccolo e riesce a penetrare nelle vie respiratorie nasali e bronchiali, per cui quando si taglia l’erba o il grano, il soggetto allergico deve stare lontano per evitare di avere dei disturbi. Anche gli alberi possono avere una impollinazione anemofila come la betulla, il nocciolo, il cipresso. Quest’ultimo ad esempio fiorisce fra gennaio e febbraio, e riesce a far pervenire i suoi pollini scavalcando gli Appennini, dalla Liguria e dalla Toscana fino alla pianura padana.

Un’ altra condizione da considerare la concentrazione dei pollini, variabile sia nelle diverse latitudini,nel corso dell’anno, e di anno in anno. Nel Nord Europa i pollini più importanti per determinare reazioni allergiche sono le betulle; nella pianura padane sono le graminacee, nel centro-sud Italia, la Parietaria, un’erba infestante detta anche erba muraiola. I sintomi allergici si manifestano in genere quando la concentrazione dei pollini raggiunge picchi elevati, concentrazioni che superano la soglia di tolleranza dei soggetti allergici. Per conoscere l’andamento settimanale della concentrazione dei pollini sul web è possibile contattare diversi siti, fra cui quello della Società di Aerobiologia, dove è dedicato un costante aggiornamento a questo proposito.

Oltre alle terapie farmacologiche, possiamo fare qualcosa? Alcuni accorgimenti comportamentali possono aiutarci ad evitare elevate concentrazioni di pollini e mitigare i sintomi : evitare di uscire in campagna nelle giornate di primavera ventose, specie se in moto o in bicicletta; tenere porte e finestre della camera da letto chiuse in primavera, con solo una breve apertura la mattina in modo da ridurre la carica pollinica durante la notte e riposare meglio; dopo aver giocato nei prati fare doccia e shampoo per togliersi i pollini dal corpo; non tagliare o guardare il taglio dell’erba o del grano ( affascinante ma capace di mettere in aria alte concentrazioni di pollini). Se con questi accorgimento la qualità di vita è modesta bisogna ricorrere alle medicine; per questo è opportuno contattare il proprio curante che indicherà il farmaco opportuno.